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ComunicazioniPubblicato il 29 luglio 2024

Rafforzamento della capacità di difesa attraverso la partecipazione alle «esercitazioni ex art. 5»

A seguito dell’inasprimento della situazione di minaccia il Consiglio federale vuole intensificare la cooperazione internazionale. Tale cooperazione permette di accedere alle conoscenze e alle esperienze dei partner e rafforza la capacità di difesa. A tale riguardo le «esercitazioni ex art. 5» della NATO sono di notevole interesse per la Svizzera.

Volo nel simulatore PC-21 della scuola piloti delle Forze aeree

In considerazione dell’inasprimento della situazione in materia di politica di sicurezza in Europa, in particolare in seguito alla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, la Svizzera vuole rafforzare la sua capacità di difesa e intensificare la cooperazione internazionale. A tale riguardo, la cooperazione internazionale comprende attività d’istruzione congiunte con i partner, che favoriscono lo scambio di conoscenze ed esperienze e permettono all’esercito di verificare le proprie capacità e i propri processi nonché di aumentare l’interoperabilità. La cooperazione internazionale offre opportunità di allenamento che non sarebbero possibili in Svizzera a causa delle limitazioni legate all’ambiente, ad esempio per esercitazioni delle Forze aeree in formazioni più numerose. Quale contropartita l’esercito può mettere a disposizione di altri Paesi infrastrutture d’istruzione come pure conoscenze specialistiche specifiche (ad esempio sui simulatori o addestramenti in alta montagna).

Partenariato per la pace

Dal 1996 la Svizzera partecipa al Partenariato per la pace (Partnership for Peace, PPP) della NATO. I punti chiave tematici e le priorità di questa cooperazione sono stabiliti dal Consiglio federale. L’ultima volta è stata nel settembre 2023, quando il Consiglio federale ha definito gli obiettivi della cooperazione per il 2023 e il 2024 nell’Individually Tailored Partnership Programme (ITPP), in maniera non giuridicamente vincolante.

La cooperazione comprende ad esempio lo scambio di opinioni a livello politico e operativo, il promovimento militare della pace, l’invio di personale nei Centri di Eccellenza della NATO e le esercitazioni congiunte. Il Consiglio federale decide annualmente in merito alla partecipazione della Svizzera alle esercitazioni multilaterali e bilaterali, l’ultima volta nel febbraio 2024. La cooperazione della Svizzera con la NATO è conciliabile con la neutralità. In questo modo la Svizzera non assume alcun impegno di difesa congiunta ed evita vincoli che le impedirebbero di rimanere neutrale in caso di conflitto.

«Esercitazioni ex art. 5»

Sempre più esercitazioni della NATO sono esercitazioni di difesa e rientrano nella categoria delle cosiddette «esercitazioni ex art. 5». A seconda dello scenario e dello sviluppo della situazione il Consiglio Nord Atlantico decide in un’esercitazione del genere su richiesta degli alleati in merito all’obbligo di assistenza (art. 5 del Trattato Nord Atlantico). Uno scenario può iniziare anche quando la clausola di difesa reciproca è già stata attivata. La partecipazione alle «esercitazioni ex art. 5» è riservata ai Paesi della NATO. Tuttavia il Consiglio Nord Atlantico è libero di consentire la partecipazione di Stati partner a singole esercitazioni o a parti di esse.

Vantaggi per la Svizzera

In considerazione della situazione in materia di politica di sicurezza in Europa, le «esercitazioni ex art. 5» sono di notevole interesse per la Svizzera. Finora ha partecipato a singole esercitazioni nel ruolo di osservatrice. La partecipazione alle esercitazioni consentirebbe all’esercito di trarre insegnamenti diretti per la propria capacità di difesa. Come partecipante la Svizzera potrebbe contribuire a delineare lo scenario, dare voce alle proprie esigenze e stabilire a quali segmenti partecipare. Assumerebbe il suo vero ruolo, come definito in base al principio di neutralità. La Svizzera non sarebbe quindi un partner dell’alleanza e non parteciperebbe alla difesa comune lungo i confini esterni della NATO.

Inoltre le esercitazioni potrebbero essere utilizzate per addestrarsi a collaborare con i partner nel caso in cui la Svizzera non fosse in grado di difendersi da sola da un avversario troppo forte. Nel caso di un attacco diretto alla Svizzera vengono infatti a cadere i suoi obblighi di neutralità e la Svizzera è libera di difendersi da sola o insieme ad altri Stati. La Svizzera determinerebbe la natura di questa cooperazione. È nell’interesse della Svizzera che la NATO riconosca il ruolo reale della Svizzera in un conflitto e conosca i suoi limiti per la cooperazione. L’interoperabilità è un presupposto per disporre di questa opzione. Anche in questo caso la Svizzera non sarebbe un partner dell’alleanza, ma un partner di cooperazione. La partecipazione a un’esercitazione non comporta per la Svizzera né un obbligo di assistenza né un diritto all’assistenza.

La possibilità di cooperare con Stati partner e con Paesi della NATO rafforza la capacità di difesa dell’esercito e amplia la libertà d’azione della Svizzera sul piano della politica di sicurezza. Se la Svizzera rinunciasse in generale a tali esercitazioni, limiterebbe le proprie possibilità d’azione in caso di emergenza, danneggiando così la propria capacità di difesa e la propria sicurezza. E questo in una fase di deterioramento della situazione in materia di sicurezza.

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